Notizie sulla salute

Un alleato insperato: la curcuma, proprietà e benefici

By

Siamo sempre più attenti alla nostra salute e cerchiamo supporto e alleati anche nel cibo. Dall’Asia arriva la Curcuma, un alleato del tutto inaspettato e capace di fornirci notevole aiuto. Innanzitutto con Curcuma possiamo intendere sia la pianta sia la sostanza, comunemente chiamata droga, che se ne estrae. La curcuma come spezia si ottiene macinando alcune piante appartenenti alla stessa famiglia dello zenzero: la più importante è la Curcuma longa, o curcuma domestica, che viene ampiamente utilizzata sia in ambito farmaceutico sia in cucina. La Curcuma longa è molto diffusa in tutta l’Asia Meridionale, dove il clima è di tipo tropicale e sono garantite numerose precipitazioni, e si presenta come una pianta erbacea con foglie lunghe ed ovali. Viene raccolta una volta l’anno dopo aver maturato con una temperatura compresa tra i 20 e i 30°. Ricca di proprietà è diventata elemento importante sia nella sperimentazione culinaria sia in campo medico.

La curcuma in cucina

Molto diffusa in occidente è la curcuma in polvere anche se questa viene utilizzata tradizionalmente nella cucina indiana o pakistana per la preparazione di curry e salse. Il sapore piccante, il colore giallognolo e l’odore forte la rendono molto simile alla senape, mentre il gusto e l’aroma ricordano lo zenzero. Questi collegamenti con spezie maggiormente diffuse in occidente hanno permesso alla curcuma di imporsi sul mercato, diventando elemento essenziale di molte ricette e ottenendo il soprannome di zafferano d’India. Oltre al colore la curcuma condivide con lo zafferano anche un prezzo piuttosto elevato che ne limita notevolmente l’imposizione sul mercato mondiale.

Il principio attivo della curcuma è la curcumina, responsabile sia della colorazione tipica della spezia ma anche di tutte le proprietà che questa contiene. L’uso della Curcuma può variare dai primi piatti fino ai dolci e se ne sfruttano le proprietà nutrizionali, sopratutto l’elevata concentrazione di vitamine e antiossidanti. La Curcuma andrebbe gustata fresca, evitandone la cottura: per questo, cercando di conservarne gusto e caratteristiche nutrizionali, andrebbe sempre aggiunta a fine ricetta quando oramai il piatto è pronto per essere servito.

Il segreto della curcumina

Non è un caso se la Curcuma è sempre stata fortemente utilizzata in India anche e soprattutto come pianta medicinale: veniva comunemente usata come cura per i disturbi di stomaco e fegato oppure veniva utilizzata sulle ferite per la sua capacità antimicrobica. La tradizione considera la Curcuma una sorta di pianta miracolosa capace di trovare numerosi impieghi, dalle malattie della pelle fino a quelle dei polmoni, disturbi epatici oppure semplici distorsioni. Il succo di Curcuma era di uso comune contro la varicella, le reazioni allergiche e addirittura la scabbia. Ma cosa c’è di vero in questa fama e fortuna? La Curcuma, e in special modo la curcumina, è molto studiata soprattutto con la finalità di confermare da un lato le presunte proprietà curative e dall’altro aumentarne l’assorbimento: infatti il nostro corpo è in grado di assorbire quantità davvero limitate di curcumina.

Gli studi recenti portano avanti delle teorie secondo le quali l’associazione della curcuma con la menta piperina sia in grado di far aumentare l’assorbimento sistemico garantendo un aumento della biodisponibilità sino al duemila per cento. Allo stato attuale della ricerca vi sono poche prove attendibili a sostegno delle proprietà miracolose della Curcuma, ciò nonostante questa viene molto usata sopratutto sotto forma di olio essenziale trovando impiego sia in profumeria sia come integratore alimentare. Sebbene non vi siano studi che affermino con certezza questi risultati è possibile considerare la curcumina come principio attivo dalle capacità coleretiche e colagoghe, favorendo la digestione, sopratutto di pasti molto grassi, e nella cura dell’intestino. Molto utile, inoltre, nella cura della dispepsia o della flatulenza. Sono infine dimostrate discrete proprietà antinfiammatorie e antivirali.

Maggior scetticismo lasciano invece gli studi relativi al trattamento di malattie come il morbo di Alzheimer, l’AIDS, l’artrite, il diabete e alcune tipologie di cancro. Gli studi che confermano possibili capacità curative della curcumina (Vegamega.it) sono stati condotti in vitro e ciò rende l’efficacia dell’applicazione nel corpo umano di difficile stima: sebbene i risultati in laboratorio siano potenzialmente utili resta di difficile risoluzione il problema del dosaggio e dell’assorbimento sistemico della curcumina.

La scarsa biodisponibilità spinge a credere che molti degli effetti positivi ritrovati in vitro non possano ripetersi nell’uomo. Così come tante altre spezie, piante ed erbe anche per la Curcuma vale il principio del buon senso: i tradizionali usi si sono diffusi in assenza di prove scientifiche e, sebbene restino un indizio utile per iniziare le ricerche, non vanno sovrastimati. Anzi, al contrario, bisogna fare attenzione agli effetti collaterali: la curcuma ad esempio può provocare disturbi in caso di presenza di calcoli biliari. Lo stesso uso come tisana, a causa della scarsa idrosolubilità della polvere, è sconsigliata.

You may also like