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Davide Giardini

Davide Giardini, triatleta professionista del Lago di Garda, ma residente negli Stati Uniti, ha scelto Challenge Rimini per tornare a gareggiare nella terra che gli ha dato i natali. Davide sarà infatti sulla starting line della gara pro maschile, per ambire a mettersi al collo una delle medaglie più prestigiose di questa edizione dell’evento riminese.
Davide ha scelto di festeggiare questo suo ritorno in Italia per gareggiare a Rimini, con un’interessante proposta dedicata a tutti gli atleti che saranno al via dell’edizione 2017 di questo evento.
A partire dalla prossima settimana, attraverso i social media di Challenge Rimini, Davide dispenserà a tutti gli atleti preziosi consigli per ottimizzare la preparazione e per affrontare al meglio la gara, con tutta la simpatia, l’energia e la professionalità che lo contraddistingue.

Seguite la pagina Facebook di Challenge Rimini nelle settimane che ci separano allo sparo di inizio di questo grande evento e fate vostri i tips e i consigli di Davide per vivere la vostra più entusiasmante esperienza di triathlon!

Davide Giardini, il nuovo volto della Challenge Family

Davide Giardini è triatleta professionista, nato in Italia ma residente negli Stati Uniti e amante degli sport acquatici. Nella sua brave carriera da professionista, iniziata due anni e mezzo fa, Davide è salito sul podio 10 volte (2 vittorie, 5 medaglie d’argento e 3 di bronzo), è stato il più veloce fuori dall’acqua 19 volte, il più veloce sulla bici 12 volte ed ha un record sotto le 2h nel parziale di ciclismo in un 70.3. Sul circuito Challenge Family, Davide è il vincitore uscente del Challenge San Gil, medaglia d’argento al Challenge Aruba, e terzo classificato al Challenge Penticton del 2015.

Parole sue:
“Sono estremamente felice di essere al via di Challenge Rimini 2017 e di gareggiare in un territorio tanto affascinante e suggestivo. Vengo a Rimini per portarmi a casa una grande esperienza di sport e qualche soddisfazione agonistica.
Sono cresciuto sul Lago di Garda, in Italia. Essendo un bambino molto energico l’unico modo dei i miei genitori per tenermi a bada era quello di farmi fare una miriade di sport: nuoto, sci alpino, sci d’acqua, windsurf, tennis ecc. Lo devo a loro se adesso sono in grado di gestire il rigore del triathlon. A 18 anni mi sono trasferito negli Stati Uniti come studente di scambio e sono capitato in una scuola superiore in Massachusetts. Mi piacevano le opportunità e la liberta degli USA e decisi di rimanere anche per l’università; cosi mi immatricolai all’università del Rhode Island, un piccolo stato circondato dall’acqua. All’epoca sognavo di diventare un professionista degli sport d’acqua e d’estate vivevo e lavoravo come istruttore di windsurf nelle Antille olandesi, a Fuerteventura nelle Canarie o a Oahu alle Hawaii. I miei risultati da atleta non furono mai eccellenti soprattutto per via delle giurie.
Nel 2010, dopo essermi laureato, accettai un lavoro alle Hawaii e mi trasferii a Oahu. Tuttavia il mio lavoro a tempo pieno mi impediva di inseguire le onde con la mia tavola e così trovai metodi alternativi per divertirmi. Nuotavo nell’oceano, facevo delle pedalate attorno a Honolulu e correvo sulle spiagge Hawaiane. Fu così che un collega mi indirizzo al triathlon, di cui io non ne conoscevo l’esistenza; feci la prima gara nell’estate del 2011, mi appassionai e mi riscopri molto abile, probabilmente grazie a tutte quelle vasche fatte in piscina da bambino.
Ora sono un triatleta professionista da due anni e mezzo e il triathlon mi ha già dato tantissimo; ho gareggiato in posti che non avrei mai avuto la possibilità di vedere altrimenti, ho incontrato persone di successo e molto interessanti e ho fatto amicizie che dureranno tutta la vita”.